«A venticinque anni dal G8 di Genova, la mancata elaborazione di quel momento di abuso e violenza istituzionale continua a produrre effetti nefasti sul presente, oltre a rivelare strutture profonde e ancora poco studiate dei meccanismi che regolano il potere e il suo rapporto con le forze dell’ordine. Ma c’è un ultimo elemento che si mostra con una certa chiarezza analizzando l’ultima ondata di proteste e di repressione: le forme di gestione dell’ordine pubblico e del dissenso si sono modellate anche sulla base dei nuovi movimenti di protesta con cui si sono confrontate».
(Divieto di protestare, Annalisa Camilla)
Martedì 3 novembre alle 20.45, al Teatro Modernissimo di Nembro, ricorderemo i 25 anni dai fatti del G8 di Genova con Vittorio Agnoletto e Luca Casarini, protagonisti delle mobilitazioni del 2001.
Che cosa significava chiedere “un altro mondo possibile”? Quali idee e speranze portarono migliaia di persone a Genova? Ripercorreremo le ragioni di un movimento che chiedeva un sistema economico e sociale più giusto, le violenze che lo colpirono e l’eredità di quelle giornate. A venticinque anni di distanza, sarà un’occasione per ascoltare chi c’era e interrogarci, anche oggi, sullo spazio della partecipazione e sulla libertà di far sentire la propria voce.
Costi: ingresso gratuito su prenotazione