Scrivere in guerra, scrivere di guerra
L’insensatezza della guerra, l’ingrigire degli uomini, ma anche i ricordi di un passato pacifico e la promessa di un futuro migliore. Questi i temi del romanzo Api grigie, la storia di un apicoltore nella zona grigia, stretto nella morsa della guerra tra separatisti filorussi e soldati ucraini, che decide di scappare verso l’Ucraina occidentale e la Crimea. Con una prosa semplice e delicata, Kurkov ci ricorda che la poesia, il coraggio e l’immaginazione di un Paese come l’Ucraina sono ben più del campo di battaglia che è oggi.
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Andrej Kurkov nacque il 23 aprile 1961 nei pressi di Leningrado. Per anni Kurkov ha lavorato come traduttore dal giapponese e come giornalista, per poi occuparsi anche di sceneggiature per il cinema e di letteratura per bambini. La sua vita è sempre stata votata alla scrittura e alla letteratura. In gioventù prestò servizio militare nell’esercito sovietico; una volta concluso, si laureò presso l’Accademia pedagogica di lingue straniere di Kiev. Pubblicò il suo primo romanzo appena due settimane prima del crollo dell’Unione Sovietica in maniera indipendente.
Ora Andrej Kurkov è un romanziere pluripremiato e tradotto in oltre 36 lingue. Dice di non riuscire più a scrivere in maniera continuativa dopo il 24 febbraio 2022, poiché la narrazione del presente si è fatta troppo urgente e la velocità della cronaca ha superato l’esigenza narrativa.Nel 2022 l’autore è stato insignito del Prix Médicis étranger per il romanzo Api grigie, pubblicato in Italia da Keller. Un’altra opera tradotta in più lingue è “L’orecchio di Kiev” (Marsilio, 2022), finalista del Premio Strega Europeo 2023.
In collaborazione con Cooperativa Cattolica Democratica di Cultura Brescia