La Promessa. Storia di una rivoluzione incompleta
Il 1946 è un anno decisivo per le donne. Dopo un lungo percorso puntellato di conflitti, rivendicazioni ed esperienze cruciali come la Resistenza, prima con le elezioni amministrative di marzo, e poi con il referendum del 2 giugno e l’elezione dell’Assemblea costituente, le donne votano e sono votate per la prima volta. Nascono elettrici ed elette.
A Montecitorio sbarcano le ventuno costituenti e il loro contributo alla Carta fissa quei principi che le battaglie di generazioni successive di donne, attiviste, femministe e parlamentari – di sinistra e di destra – riusciranno a far tradurre in leggi concrete e nuovi diritti: divorzio, aborto, maternità protetta, parità salariale, riforma del diritto di famiglia.
Ma qual è oggi lo stato di salute di quei diritti? E avere per la prima volta una donna a Palazzo Chigi ci racconta davvero di un Paese in cui la lotta per la piena cittadinanza delle donne può dirsi vinta?
Ricostruendo vicende dimenticate e muovendosi tra le biografie straordinarie di donne troppo a lungo ignorate, Marianna Aprile ripercorre una storia lunga ottant’anni che tutti dovremmo conoscere, e si chiede infine che cosa resta della promessa del suffragio femminile: le donne pensano ancora al voto come a “una cosa stupenda”, come la definì Lula Tonini nel 1946?
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Marianna Aprile giornalista, dopo venticinque anni di carta stampata oggi collabora con «Marie Claire», conduce In Onda su La7 con Luca Telese e Amici e nemici su Radio24 con Daniele Bellasio.
Ha scritto Il grande inganno (Piemme, 2019), Materiali resistenti (Piemme, 2025, con Luca Telese) e il romanzo In balia (La nave di Teseo, 2021).