L’ambigua memoria coloniale della repubblica
La memoria coloniale della repubblica ha subìto un processo di auto-assoluzione che ha spesso minimizzato le violenze e i crimini di guerra italiani nei territori colonizzati, riducendo gli episodi più negativi al solo periodo fascista e ignorando la continuità con le pratiche coloniali attuate già nel periodo liberale. Persiste una rivendicazione, spesso implicita o poco consapevole, degli aspetti considerati costruttivi della colonizzazione. Valeria Deplano, in dialogo con Anna Chiara Cimoli, racconterà di come questa memoria ibrida influenza ancora oggi il discorso pubblico, il dibattito sulla cittadinanza, e il modo con cui l’Italia si relaziona con il proprio passato.
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Valeria Deplano è professoressa associata di Storia contemporanea all’Università di Cagliari. Si occupa di storia del colonialismo italiano, delle sue eredità, e di mobilità post-coloniale in Europa. Tra le sue pubblicazioni: La Madrepatria è una terra straniera. Libici, eritrei e somali nell’Italia del dopoguerra (Le Monnier 2017); Storia del colonialismo italiano. Politica, cultura e memoria dall’età liberale ai nostri giorni (con A. Pes, Carocci 2024).
Anna Chiara Cimoli Storica dell’arte e museologa, insegna all’Università degli studi di Bergamo. Si occupa di interpretazione del patrimonio culturale, con particolare attenzione alle dinamiche della colonialità, ai patrimoni contestati e alla loro rappresentazione museale. Dal 2020 è curatrice di MUBIG, il museo di comunità del quartiere Greco di Milano, realizzato con ABCittà. Co-dirige la rivista di studi visivi Roots§Routes ed è responsabile scientifica della collana Museologia presente di Nomos edizioni. Tra le sue pubblicazioni, Approdi. Musei delle migrazioni in Europa (2018) e Senza titolo. Le metafore della didascalia (2020).