L’ambigua memoria coloniale della repubblica
La memoria coloniale della repubblica ha subìto un processo di auto-assoluzione che ha spesso minimizzato le violenze e i crimini di guerra italiani nei territori colonizzati, riducendo gli episodi più negativi al solo periodo fascista e ignorando la continuità con le pratiche coloniali attuate già nel periodo liberale. Persiste una rivendicazione, spesso implicita o poco consapevole, degli aspetti considerati costruttivi della colonizzazione. Questa memoria ibrida influenza ancora oggi il discorso pubblico, il dibattito sulla cittadinanza, e il modo con cui l’Italia si relaziona con il proprio passato.
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Valeria Deplano è professoressa associata di Storia contemporanea all’Università di Cagliari. Si occupa di storia del colonialismo italiano, delle sue eredità, e di mobilità post-coloniale in Europa. Tra le sue pubblicazioni: La Madrepatria è una terra straniera. Libici, eritrei e somali nell’Italia del dopoguerra (Le Monnier 2017); Storia del colonialismo italiano. Politica, cultura e memoria dall’età liberale ai nostri giorni (con A. Pes, Carocci 2024).