Andrea Mastrovito nell’anteprima della rassegna insieme a don Giuliano Zanchi e a Giovanna Brambilla mercoledì 1° luglio all’Abbazia di San Paolo D’Argon.
Della Sagrada Familia, Gaudí immaginò ogni angolo, ogni dettaglio, tranne uno: lasciò la libertà di affidare a un artista contemporaneo la scultura dell’Agnus Dei. Sono stati diversi gli artisti chiamati dalla Junta Constructora: il portoghese David Oliveira, gli spagnoli Gonzalo Borondo e Jordi Alcaraz, e l’italiano Edoardo Tresoldi.
A spuntarla è stato Andrea Mastrovito, artista bergamasco, la cui opera verrà inaugurata mercoledì 10 giugno, a Barcellona.
Così, dopo più di 150 anni dall’inizio della costruzione, l’Agnus Dei completerà la torre centrale proprio nel centenario della morte di Gaudí.
Il suo Agnus Dei, un agnello simbolo di Gesù Cristo, consiste in una scultura formata da migliaia di schegge di vetro, incastonato in raggi luminosi intrecciati a forma di iperboloide iperbolico, una sorta di cilindro torto e avviluppato su sé stesso, come alcuni cestini per la carta. Quell’agnello e quell’iperboloide sono oggi al centro di un’enorme croce nel punto più alto della chiesa più alta al mondo.
Un dialogo sulla genesi dell’opera, sul processo creativo, sul rapporto dell’artista con la Chiesa e con l’arte, con l’umano e il divino, con il passato e il futuro. Don Giuliano Zanchi e Giovanna Brambilla ci guideranno invece a comprendere come l’iconografia cristiana dell’Agnello sveli il senso di una promessa, quella di Dio all’umanità.























